Il nostro modello di gestione
Ci sono tanti modi per illustrare un modello organizzativo; noi abbiamo scelto quello a rete perché la rete per Slow Food è la migliore rappresentazione di ciò che siamo: una fitta trama di relazioni che si intersecano in alcuni nodi centrali che fungono da facilitatori e veicoli per la diffusione dei valori e della progettualità di Slow Food nel mondo.
Il modello a rete ci ha permesso negli anni di creare e diffondere un sistema di valori condiviso e oggi ci permette di avere una distribuzione delle responsabilità che concede ampia autonomia ai territori e coinvolge molti soggetti a tutti i livelli, con un ruolo forte delle relazioni tra le persone che sono parte dell’organizzazione. Questa nuova modalità di operare ci consente di condividere in un tempo relativamente breve la visione sugli obiettivi che vogliamo raggiungere e di avvicinare ogni parte del sistema.
La rete necessita però di facilitatori e per questo motivo la sede internazionale di Slow Food, che è il nodo centrale da cui transito la maggior parte dei fili che tessono la nostra rete, si è strutturata in hub “di funzione”, che mettono insieme lo staff e le competenze dedicate all’organizzazione internazionale e a quella italiana (che condividono fisicamente la stessa sede di Bra), in stretta connessione con i soggetti che nelle altre sedi Slow Food nel mondo operano negli stessi ambiti.
Se l’organizzazione della sede si descrive secondo il modello degli hub, sul piano economico e formale continuano a insistere le entità legali:
Slow Food, associazione internazionale non riconosciuta
Slow Food Italia, Associazione di Promozione Sociale
Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus
Slow Food Promozione Srl Società Benefit e B Corp (partecipata al 100% da Slow Food Italia)
A queste 4 realtà si aggiunge Slow Food Editore Srl, partecipata all’80% da Slow Food Italia e al 20% da Giunti Editore Spa, che in ragione della specificità della sua attività editoriale opera con una organizzazione separata dagli hub.
Tutto lo staff di Slow Food è stato coinvolto nella fase di definizione delle competenze dei diversi hub e nella individuazione delle diverse modalità di organizzazione dei 5 hub.
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