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Simone Caltagirone

Frequentatore del Mercato della Terra di Sommacampagna fin dal suo inizio del luglio 2018
1.Come frequentatore assiduo del Mercato della Terra di Sommacampagna fin dal suo inizio del luglio 2018, cosa significa per te questa iniziativa?
Credo che l’idea di portare Il Mercato della Terra “sotto casa”, sia stata straordinaria; iniziativa che va sostenuta e valorizzata affinché possa diventare punto di riferimento permanente per le molte persone che, come il sottoscritto, vanno alla ricerca di “autentici” prodotti tipici del territorio. In questo caso abbiamo anche la garanzia Slow Food, dove l’attenzione e la selezione di produttori e materie prime sono componenti molto importanti. Con il passare delle edizioni è evidente l’aumento costante delle presenze, sia degli espositori sia di cittadini che vedo provenire anche da Comuni limitrofi, chi per interesse chi per curiosità. Una cosa che ho notato con grande piacere è il fatto che l’utente non è presente solo per il mercato fine a se stesso; il mercato è sicuramente una matrice importante ma nel contempo crea occasioni di incontro tra le persone, attribuendo all’iniziativa anche una valenza di carattere sociale da non sottovalutare. Il merito va indubbiamente a tutti gli attori che hanno creduto in questo progetto; se da una parte l’Amministrazione Comunale di Sommacampagna ha saputo cogliere l’opportunità ed essere lungimirante sul fatto che potesse dare il giusto ritorno in termini di presenze ed apprezzamenti, dall’altra Slow Food ha confermato ancora una volta i principi filosofici per cui nasce, attenzione al territorio e ai prodotti enogastronomici di qualità che lo stesso offre. Il connubio Amministrazione Comunale/Associazioni, come spesso accade, ha dimostrato che si possono realizzare ambiziosi progetti a beneficio dell’intera comunità.
2. Quanto ritieni sia importante la relazione tra produttore e cliente (co-produttore secondo Slow Food) in un contesto commerciale sempre più anonimo come quello che le grandi reti commerciali hanno di fatto creato?
Fondamentale! Viviamo in un contesto socio-economico e in un momento storico dove ormai tutto è globale; porre attenzione a ciò che consumiamo, soprattutto in campo alimentare, credo sia un fattore molto importante. Frequentando il Mercato della Terra, allontano “lo stress da etichetta” (concedetemi un sorriso ironico); non è più accettabile che per essere certi di acquistare anche i più “banali” prodotti Made in Italy, intesi come prodotti di maggior utilizzo e apparentemente legati alla tradizione, si debba sempre ricercarne la garanzia tra le righe delle etichette. L’Italia si trova nei primi posti al mondo per eccellenza di prodotti enogastronomici; purtroppo siamo circondati da aziende (ahimè anche italiane) che antepongono business e fatturati, utilizzando materie prime importate da mercati esteri, a discapito di qualità e garanzia della filiera. Il Mercato della Terra di Sommacampagna non offre solo l’opportunità di acquistare autentici prodotti del territorio; il valore aggiunto sta nella presenza degli stessi produttori, a disposizione dei Clienti per raccontare loro la provenienza, i cicli di lavorazione e le attenzioni verso l’ambiente per una produzione eco-sostenibile.
3. Nel percorso di crescita che questo progetto sta seguendo qual contributo secondo te può dare il cliente/co-produttore?
A prescindere dal contributo economico, inteso come partecipazione e acquisto dei prodotti esposti, credo che il Cliente sia il veicolo fondamentale per la divulgazione e la crescita dell’iniziativa. Per conoscere la realtà del Mercato della Terra si deve necessariamente presenziare, ascoltare e assimilare le informazioni che arrivano da chi la terra la lavora ancora nel rispetto etico di madre natura. Salvaguardare e promuovere quanto i nostri avi hanno sviluppato nei decenni passati in campo agricolo, non deve essere solo un dovere morale ma una vera e propria presa di posizione. E’ quindi compito di tutti, ognuno per le proprie competenze, diffondere e raccontare che ci sono molte persone che credono ancora nella tradizione, soprattutto alimentare, nel pieno rispetto della stagionalità e della tipicità.