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Notiziario Ordine degli Ingegneri Verona

Erika Morati
Dal 1989 sostenibilità con parole e azioni Un cibo buono, pulito e giusto. Al Mercato della Terra di Slow Food a Sommacampagna
La stagione estiva ha fatto rapidamente dimenticare dell’anomala primavera che ci siamo lasciati alle spalle. Numerose sono le notizie che con toni diversi sono state pronte a smentire il riscaldamento globale verso il quale, invece, un’altra parte dell’opinione pubblica cerca di mantenere alta l’attenzione. L’IPCC(1) riconduce in maniera chiara la causa di questo cambiamento climatico a fattori antropici. Infatti, le concentrazioni di gas serra (biossido di carbonio, metano, ossidi di azioni tra i principali) dopo essere rimaste a livelli stabili per circa 10.000 anni, sono progressivamente aumentate a livelli mai osservati prima, solo negli ultimi trent’anni. Unitamente a questo fenomeno, l’IPCC conferma l’aumento delle temperature medie del pianeta. Il decennio 2001-2010, con un incremento da +0.2 a +1 °C è risultato, secondo l’ultimo rapporto dell’IPCC, il più caldo dell’ultimo millennio. Il trend non si è arrestato e, come conferma più recentemente il rapporto del CNR – ISAC (2) di Bologna il 2018 è risultato l’anno più caldo dal 1800 con 1,58°C sopra la media del periodo di riferimento 1971-2000. A dispetto di quanto l’intuizione comune sia portata a pensare, esiste una chiara correlazione tra il cambiamento climatico globale e gli eventi atmosferici.
Sul Polo Nord esiste una zona di bassa pressione che ruota in senso antiorario, allo stesso modo dei cicloni. Il comportamento del vortice polare dipende dalle condizioni nell’Artico ed in particolare dalla quantità di neve e ghiaccio in grado di riflettere la luce solare. Se la quantità di ghiaccio si riduce lascia esposta una maggiore superficie di acqua che con l’irraggiamento solare evapora, andando a indebolire il vortice polare che si espande verso sud, spingendo maggiori quantità di aria fredda verso l’Europa, provocando anomali periodi di freddo o eventi atmosferici di intensità maggiore rispetto a quella cui siamo abituati. Il cambiamento climatico lo viviamo nella nostra quotidianità, e i dati scientifici ne confermano l’irreversibilità.
Oggi la natura stessa ci sta mandando segnali oramai inequivocabili, Per cui si rende necessaria un’inversione degli attuali modelli. Fortunatamente, sempre, più spesso sentiamo parlare di sostenibilità. Questo è un concetto nato negli anni ’70, ma solo a partire dagli anni ’90 si è consolidato nell’attuale visione integrata tra ambiente, società ed economia come condizione imprescindibile per lo sviluppo globale. La comunità globale, rappresentata nel suo più alto organo, l’ONU, già dagli anni ’70 ha cercato di far convergere gli stati membri verso impegni concreti per cambiare i modelli produttivi. Dopo decenni di intenzioni, nel 2015 in occasione del Summit per lo Sviluppo Sostenibile, gli stati membri hanno siglato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’Agenda 2030 riconosce lo stretto legame tra il benessere umano e la salute dei sistemi naturali. Essa fissa 17 obiettivi (3) essenziali ed universali di cui gli Stati Membri devono tener conto e declinare in azioni concrete nella programmazione economica e sociale. Il mondo dell’ingegneria intero è chiamato a fare la sua parte. Per etimologia stessa, la nostra professione ci chiama a trovare soluzioni pratiche ai problemi che ci vengono posti, pertanto tutto il mondo dell’ingegneria è chiamato a fare la sua parte in nome di questa importante tematica e quindi giocheremo un ruolo essenziale nel tradurre in azioni concrete i 17 SDGs e i 169 Target. Per questo giocheremo un ruolo essenziale nel tradurre in azioni concrete i 17 SDGs e i 169 Target. Un esempio di come riuscirci arriva da un uomo che, non ha una laurea in ingegneria, ma fin dal 1989 lavora concretamente per far diventare realtà almeno 10 dei 17 obiettivi. Quest’uomo è Carlo Petrini, che nel 1989 ha fondato Slow Food, un movimento diventato progressivamente da italiano a globale, che partendo dal cibo che consumiamo sulle nostre tavole ha iniziato a promuovere un cambio di ritmo dalla frenesia della vita quotidiana, alla lentezza, come elemento basilare per riscoprire gusto e cultura attorno a ciò che mangiamo. Slow Food dal 1989 si interroga sulla sostenibilità. E dal 2005, dopo oltre vent’anni dalla sua fondazione, il movimento riassume ciò che il cibo deve essere “Buono Pulito e Giusto (4)” perché “Il cibo è ben più che un semplice prodotto da consumare: è felicità, identità, cultura, convivialità, nutrimento, economia di territorio, sopravvivenza.” E oggi, Slow Food è un movimento globale che lavora a livello globale, per trovare soluzioni alle sfide di oggi. Non a caso il 7° Congresso Internazionale di Slow Food nel 2017 si è svolto in Cina, uno dei Paesi che ha devastato negli ultimi quarant’anni il proprio patrimonio naturale, ma si trova oggi a risolvere una delle sfide più importanti del Pianeta: sfamare 1/5 della popolazione globale con solo il 7% del territorio agricolo disponibile. Il cambiamento climatico unito ad un modello di produzione alimentare che ha cercato di affermare monocolture, uso massiccio di additivi chimici, delocalizzazione della produzione, destagionalizzazione, dei prodotti, sovrasfruttamento delle risorse naturali non sono solo problemi della lontana Cina, ma sono problemi anche della nostra Italia. I cambiamenti climatici uniti hanno conseguenze dirette e devastanti prima di tutto sui piccoli produttori agricoli, che rischiano di vedere vanificato il lavoro di un anno intero (talvolta anche di più in caso di frutticoltori o vignaioli) per una gelata tardiva, per una grandinata, un nubifragio, una tromba d’aria o anche e soprattutto per mancanza di un bene comune prezioso come l’acqua a causa della siccità. L’80% della produzione agricola italiana è in mano all’agricoltura familiare, che se non tutelata, provoca l’abbandono delle terre con un conseguente degrado dell’intero territorio. Slow Food da sempre ha deciso di stare al fianco di questi produttori, su scala globale. Il numero 1/2019 de «L’Ingegnere Italiano» ci ha richiamato al rapporto tra ingegneria e cibo, raccontando di come la rigenerazione delle aree rurali e anche delle aree urbane, possa essere concretamente realizzata attraverso progetti di promozione di cibo “buono, pulito e giusto”, riprendendo il motto di Slow Food, contribuendo alla crescita economica e sociale delle comunità. Un analogo esempio in questo senso è presente nel territorio della nostra provincia di Verona. La Condotta Slow Food Garda Veronese è una realtà attiva da molti anni. Il Garda Veronese è un territorio ampio, che va dalle sponde del lago, all’entroterra dei Lessini, alle colline moreniche, con una molteplicità di realtà agricole attive, soprattutto per la coltivazione della vite. Nello spirito di Slow Food, da tanti anni, il Presidente ed i membri della condotta si adoperano però per cercare di preservare e valorizzare la biodiversità del territorio. È così che dal 2017 il Broccoletto di Custoza (5), una speciale varietà di broccolo, un tempo usato per ripristinare la fertilità dei terreni più aridi e sassosi della zona, diventa il primo presidio Slow Food del Veneto. Lo scopo dei presìdi Slow Food è quello di salvaguardare e valorizzare un prodotto tradizionale, una tecnica tradizionale di pesca, allevamento, trasformazione, coltivazione, un paesaggio rurale o un ecosistema. Attorno al Broccoletto di Custoza, la condotta del Garda Veronese matura l’idea di creare un Mercato della Terra anche a Verona. I Mercati della Terra sono un altro segno della concretezza dello spirito di Slow Food e nascono nel 2008 come luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l’ambiente. In questo modo viene valorizzata la conservazione della cultura alimentare delle comunità locali ed il contributo alla difesa della biodiversità del territorio. Slow Food Garda Veronese, per l’ambizioso progetto della nascita del primo Mercato della Terra, cercava una collocazione adatta e, come spesso accade per le nuove iniziative, aveva bisogno di un sostegno forte, come quello di un’amministrazione comunale che credesse e sostenesse l’importanza di questo progetto. L’amministrazione comunale di Sommacampagna si è distinta per la grande tenacia con cui ha saputo trovare una location adatta e sostenere i primi passi del Mercato della Terra, partito ufficialmente nel giugno 2018. Il Mercato della Terra si svolge ogni prima domenica del mese, in piazza della Repubblica a Sommacampagna, una piazza tranquilla e rilassante, con la piacevole ombra di stupendi alberi secolari, che fa da meravigliosa cornice alla famiglia di produttori che si è creata; quando si arriva in piazza ci si sente abbracciati dall’entusiasmo dei tanti produttori che con energia inesauribile arrivano da ogni parte della provincia per portare i loro prodotti, tutti di un’eccellente qualità.
Le parole d’ordine sono: buono, pulito e giusto.
I Mercati della Terra sono riservati solo a piccoli produttori selezionati, che presentano solo i prodotti frutto del loro impegno e della loro esperienza professionale. Nel Mercato della Terra si crea un legame con i consumatori, perché i produttori sono sempre pronti a far assaggiare i prodotti dei quali si assumono la responsabilità, a raccontare e far conoscere il lavoro che ne è alla base, cosa ne definisce la qualità e cosa giustifica il prezzo praticato. Il cambiamento culturale promosso da Slow Food attraverso il progetto del Mercato della Terra sfrutta le economie locali come motori di trasformazione dell’atto del consumo. Il consumo non può più essere impersonale, smodato e insoddisfacente, ma deve diventare una scelta attiva. Slow Food ha coniato il termine “co-produttore”: un nuovo tipo di consumatore che si riappropria della consapevolezza delle proprie scelte e stabilisce un legame diretto col proprio cibo e con chi lo produce. Il co-produttore sa riconoscere il valore del cibo e può scegliere di remunerarlo adeguatamente. Questo perché la vicinanza fisica (o virtuale) ai luoghi di produzione aiuta il consumatore a sentirsi maggiormente coinvolto nel processo che porta il cibo in tavola. Avendo più informazioni a disposizione, anche attraverso il contatto diretto con i produttori locali, il consumatore impara ad apprezzare un cibo molto diverso da quello prodotto dall’agro-industria. Dopo un anno, anche il Mercato della Terra di Sommacampagna guarda al futuro con rinnovato entusiasmo, perché anche grazie al sostegno della amministrazione comunale e della condotta Slow Food, c’è oggi una comunità consapevole, un crescente numero di co-produttori che trovano nel Mercato della Terra un nuovo spazio di incontro fra consumatori e produttori alimentari, che fanno della tutela della biodiversità e dell’ambiente la base del loro lavoro. Al Mercato della Terra di Sommacampagna si lavora concretamente per raccogliere le sfide dell’Agenda 2030. C’è cibo salutare, felicità, identità, cultura, convivialità, nutrimento, economia di territorio, giusto prezzo per tutti.
E siamo solo nel 2019!